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mercoledì 13 novembre 2013

2013 - workshop: Palermo, Fà la cosa Giusta!

workshop: Ecolibro

8 e 9 novembre 2013 
Spazio Nuovo, Cantieri Culturali alla Zisa, Palermo.
a cura di Francesca Genna e Arianna Oddo

Il laboratorio, che si inserisce all'interno della manifestazione Fà la cosa Giusta! Sicilia 2013, fa parte integrante del lavoro che si sta svolgendo nei laboratori didattici dedicati al libro d’artista già attivati all’interno dei corsi di Xilografia al biennio e Tecnologie della carta di Francesca Genna e Arianna Oddo dell’Accademia di Belle Arti di Palermo. 





Nei nostri laboratori, insieme al percorso di apprendimento ed esperienza dei linguaggi, viene proposto di ideare e progettare un libro d’artista, secondo un percorso assolutamente libero ed individuale che segua una linea-guida di volta in volta attinta ad esperienze ritenute storicamente forti quale è in questo caso la Sostenibilità. Il suffisso “ECO” è riferito allo spirito di produzione di libri d’artista interamente pensati con tecniche miste e carta fatta a mano, materiali riciclati e realizzati anche con le tecniche dell’incisione non-toxic.  Un’occasione di approfondimento del tema già dibattuto nell’ambito dei corsi che si concretizza nella produzione di un Libro Collettivo, in cui il progetto generale è condiviso ed i singoli studenti si fanno autori dei singoli momenti di produzione che darà luogo a delle serie non sempre preordinate.






 








Il laboratorio diventa quindi, non solo il luogo della produzione del libro, ma anche il luogo dove vengono attivate delle discussioni per la comprensione del libro d’artista, sia come oggetto, indagandone cioè il progetto, la forma, la manualità necessarie alla realizzazione, sia come pezzo d’arte, quindi rintracciandone i percorsi storico-stilistici, le valenze espressive e la storia del libro stesso,  necessaria alla sua interpretazione. 

giovedì 10 ottobre 2013

2013 - workshop Barcellona, Escola Massana/ Fundaciò Xavier Noguès




IV SEMINARIO DI STAMPA SPERIMENTALE MASSANA/FUNDACIÓ XAVIER NOGUÉS.
25 giugno/ 4 luglio 2013


Il Seminario di Stampa Sperimentale organizzato dalla Escola Massana di Bacellona  con l'appoggio della Fondazione Xavier Noguès, è concepito nello spirito di trasversalità della scuola stessa. Il Dipartimento di Comunicazione Visiva, formato da illustratori e disegnatori, collabora con i colleghi dei laboratori di Grafica e Legatoria per costituire uno spazio di creazione in cui si incontrano la sintesi concettuale e la materializzazione creativa  finalizzate alla concretizzazione di un progetto. Il fulcro del seminario è costituito da un intenso laboratorio in cui i docenti e gli studenti selezionati, che non hanno mai lavorato insieme, provenienti da diversi gruppi e specializzazioni, concepiscono e realizzano, in gruppi, diversi esemplari di un libro d'artista ideato, stampato e rilegato.





Gli studenti, provenienti dalla Escola Massana e, per questa edizione, dalle Accademie di Belle Arti italiane di Roma e di Palermo, hanno partecipato per dieci giorni ai laboratori  intensivi di Incisione, Stampa e Rilegatura per la produzione di edizioni pregiate di libri d’artista. I laboratori sono stati condotti dai professori della scuola e dai professionisti invitati a collaborare: Roberta Bridda, Carlos Cubeiro, Pere Fradera, Hélène Genvrin, Montse Gomis, Iñaki Granell, Marta Marugán, Pep Montserrat, Jesús Morentín, Alexis Rom, Daniel Sesé, insieme ai professori invitati Tania Campisi (Roma) e Francesca Genna (Palermo).

Due studenti della Scuola di Grafica dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, Veronica Crupi e Vincenzo Zancana , del terzo anno del corso di Grafica d'Arte, hanno ottenuto per questa edizione due delle borse di studio che la Escola Massana con la Fondazione Xavier Noguès offre agli studenti stranieri per partecipare al seminario.














Il Seminario si è concluso il 4 luglio 2013 con una cerimonia nel bell’edificio dell’Antiguo Hospital de la Santa Creu, sede della Escola Massana di Barcellona. I progetti realizzati, sono stati presentati pubblicamente, commentati dai propri autori, alla presenza di studenti, professori e rappresentanti della Fundación Xavier Nogués.









Un'esperienza formativa importante che ha permesso agli studenti partecipanti di avere una formazione qualificata nel campo delle possibilità insite nella grafica contemporanea e di acquisire mezzi professionali specialistici, nonché di confrontarsi con modalità diverse dalla propria e di condividere questa esperienza con studenti di un altro Paese.


lunedì 7 ottobre 2013

ARE, ACRILIC RESIST ETCHING

ARE , Acrilic Resist Etching

Francesca Genna


Già da tempo coloro che si occupano di ricerca di nuovi materiali per l’incisione hanno cominciato a fare delle distinzioni all’interno della grande mole di prodotti che si è andata accumulando sotto la vaga dicitura di “non-toxic”.
 Una delle nomenclature, in cui ci si imbatte subito è  Acrilic Resist Etching, Sistema per l’Incisione a base Acrilica. La sigla ARE che lo abbrevia si riferisce sia al “sistema” che tratta l’argomento  dal punto di vista dei nuovi materiali acrilici introdotti nell’incisione che ad una serie di prodotti ben specifici messi a punto dalla ditta svizzera Lascaux.

Acrilic Resist Etching è il nome che Robert Adam ha usato  nel suo articolo “What does it means in practice?” apparso su Printmaking Today  nel 1997, in cui veniva data una definizione di ”esplorazione di possibilità per sviluppare metodi di lavoro coerenti, complementari, dai costi contenuti e più salutari possibili” applicata nei laboratori dell’Edimburgh Printmakers (EPW) in Scozia. Dieci anni più tardi lo stesso Adam, insieme a Carol Robertson, nel sostanziale Intaglio, ribadisce l’intenzione di usare il termine ARE invece di “incisione non-toxic”,  ritenuta  inesatta, poiché la maggiore innovazione può essere riposta nella sostituzione di materiali acido resistenti basati sull’uso di solventi con materiali acrilici, fotopolimeri e materiali a base acqua. Qui viene anche chiarito l’uso del termine “resist” che è un termine standard preso in prestito dalla terminologia usata nello stampaggio industriale dei circuiti in uso dagli anni ’70, da cui vengono anche i fotopolimeri.
Successivamente sono stati gli stessi incisori Adam e Robertson che,  attraverso  una collaborazione con la ditta Lascaux,  hanno messo a punto la gamma di prodotti per l’incisione commercializzati con il nome di “Lascaux ARE Products”.
 Si tratta di un vero e proprio set pronto all’uso che comprende nove prodotti specifici disegnati per l’incisione, otto tipi di vernice la cui composizione è basata sui copolimeri ed un detergente:
Hard resist (vernice dura), Black coating for Hard resist e White coating for Hard resist  (lacca bianca e nera per colorare la vernice dura),  Soft resist  (vernice molle), Aquatint spray resist (acquatinta ), Plate-backing resist  (protezione per il retro delle matrici), Stop-out resist  (vernice da copertura per acquaforte), Wash resist ( vernice da copertura per acquatinta) e Remover (detergente).
Tutte le vernici si presentano come acrilici abbastanza densi e si danno a pennello sulla lastra previamente sgrassata, reggono l’azione di diversi mordenti come il percloruro di ferro e le miscele di solfato di rame, si rimuovono con semplice acqua dagli attrezzi di lavoro finché  umide, mentre dopo l’asciugatura bisogna usare un forte detergente come il Remover. Ecco qui di seguito una breve descrizione in base alle schede di istruzioni per l’uso fornite dallo stesso fabbricante:

  1. Lascaux Hard resist, equivale alla cera dura per acquaforte. Si stende un film sottile con un pennello sulla lastra ben sgrassata  e quando la vernice è asciutta si incide con le punte da incisione tradizionali. La vernice può essere usata nella sua versione chiara oppure può essere colorata dopo l’applicazione.
  2. Lascaux Dark coating , copertura scura e
  3.  Lascaux White coating , copertura bianca. Si tratta di coperture a base di dispersione vinilica di acetato copolimero con pigmenti, applicabile sulla vernice asciutta per una maggiore visibilità del disegno, su cui si possono tracciare delle linee guida sia con la matita che con le carte carbone. Questa colorazione viene sciacquata con semplice acqua a termine del lavoro di disegno, prima della morsura.
  4. Lascaux Stop-out resist, è la vernice da ritocco, in una visibile colorazione blu , aderisce bene sulla Hard resist.
  5. Lascaux Soft resist, è la vernice molle. Si usa allo stesso modo della Hard resist con la differenza che viene lavorata dopo circa 10/15 minuti dall’applicazione, quando non è ancora del tutto solidificata.
  6. Lascaux Wash resist, è una vernice da ritocco indicata nel lavoro con la Lascaux Acquatint. Si dipinge con questa vernice sulla lastra in combinazione con l’acquatinta per creare degli effetti tonali e di acquerello.
  7. Lascaux Aquatint spray resist, è una vernice per acquatinta che si spruzza sulla lastra con un diffusore o compressore.
  8. Lascaux Plate backing resist, è una vernice di protezione per il retro della lastra ma che può anche essere usata per le lastre già incise.
  9. Remover, detergente sintetico contenente elementi presenti in molti detersivi casalinghi per i piatti (fatty alcohol polyglycol ether). Viene usato per rimuovere le vernici acriliche secche da qualsiasi  supporto.
Lascaux ARE Products



Bibliografia.
Robert ADAM, What does it mean in practice? In: Printmaking Today, London,  Vol. 6 No 3, pg.22-25, aut.1997.

Robert ADAM & Carol ROBERTSON, Intaglio, the complete safethy-first system for creative Printmaking, Thames and Hudson, London, 2007.
 Web della ditta produttrice "Lascaux", schede di istruzioni per l'uso: http://www.lascaux.ch/en/produkte/druckgrafik/

mercoledì 24 luglio 2013

VERNICI

Le Vernici acido resistenti a base acqua

Francesca Genna

 



Le cere e vernici tradizionali usate per coprire la lastra durante il bagno nel mordente possono contenere: bitume di giudea (asfalto), trementina, cera, resina Dammar, petrolio, colofonia e catrame. Molti di questi elementi sono tossici per inalazione e per contatto; inoltre l'uso delle cere presuppone che siano scaldate su un piano caldo che contribuisce all'esalazione dei fumi. A lavoro ultimato queste vernici devono essere rimosse dalle matrici e questo comporta l'utilizzo di solventi come petrolio o acqua ragia.
La ricerca di una vernice antiacido a base acqua sostitutiva delle tradizionali ha assunto negli ultimi anni una importanza fondamentale. Ciò che si cerca è un prodotto acrilico che abbia le caratteristiche di resistenza all'acido con relativa stabilità nel bagno di morsura, di flessibilità per la lavorazione dei segni e di reversibilità nelle fasi successive di pulizia e stampa. 
Esistono diversi tipi di resine acriliche, soprattutto quelle raccolte nel gruppo dei copolimeri acrilici, che già vengono usate in altri settori dei beni culturali, come quello del restauro,che cominciano a far parte anche dell’incisione. 
I vantaggi sono molteplici:si pensi che in laboratorio scolastico saranno usate delle vernici che non producono fumi tossici, i pennelli usati nell'operazione di stesura verranno sciacquati in semplice acqua e la vernice verrà poi asportata in una soluzione basica composta da acqua e carbonato di sodio, o nel suo proprio "remover" a base di solventi non aromatici, e questo è molto positivo per il rischio di tossicità per gli operatori.
Nell'introduzione di questi materiali in un laboratorio in Italia, si incontrano ancora diversi problemi dovuti alla difficoltà di reperimento e scelta, mancando una distribuzione ed informazione adeguata sui diversi prodotti presenti sulla scena internazionale.
Negli ultimi anni, con i miei studenti del corso di Tecniche Calcografiche sperimentali dell'Accademia di Palermo, stiamo sperimentando l'uso di vernici acriliche per acquaforte.
Dopo un'attenta documentazione su quei testi che indagano specificamente sull'uso delle vernici acriliche in incisione, e sulle notizie più aggiornate apparse sul web, sono state fatte molte prove di laboratorio sia con vernici appositamente indicate come vernici per l'incisione, sia con normali vernici acriliche da ferramenta che vengono usate per ferro e legno e che spesso presentano le caratteristiche richieste, ma il fatto che questi materiali non siano ancora distribuiti in Italia, ha di fatto allungato in laboratorio i nostri tempi di applicazione e verifica dei nuovi strumenti.
Inizialmente si parlava di un tipo di cera da pavimenti molto resistente, normalmente utilizzata per impermeabilizzare pavimenti in linoleum, prodotta dalla Johnson che si chiama  Future, ed in commercio nei supermercati del nord America. Questo prodotto non è mai stato reperibile in Italia, anche se si poteva trovare nei paesi del Nord Europa,  con i vari nomi di Klear , Klir, Carefree, succesivamente commercializzato dalle ditte che si occupano di materiali non toxic. Oggi le cose sono ulteriormente cambiate perchè pare che questo prodotto sia stato ritirato completamente dal mercato. Senza entrare nel merito del singolo marchio, le nostre prove di laboratorio sono state volte a  comprenderne i requisiti di base che dobbiamo ricercare in un prodotto simile.

Questa vernice si presenta molto liquida e si applica versandola direttamente sulla lastra, tenuta verticalmente, in un leggero strato e  lasciandone scorrere l’eccesso prima dentro una vaschetta, e successivamente su di un pezzo di carta assorbente come quello da cucina. Si lascia asciugare la prima mano e se ne applica sopra una seconda.
Ci sono una serie di vantaggi nell'utilizzo di questo materiale oltre al fatto che è a base acqua e quindi gli strumenti d’uso, finché è fresco, possono essere risciacquati con l’acqua senza bisogno di usare solventi. Una volta asciugato, forma sulla lastra un film plastico molto resistente e allora abbiamo due possibilità: lasciarcelo sopra anche in fase di stampa, con il vantaggio di procedere nel lavoro di incisione senza dovere ad ogni prova di stampa ripetere le operazioni di inceratura, oppure toglierlo ponendo la lastra in una soluzione alcalina.
Lo svantaggio è rappresentato dalla mancanza di corpo di questa vernice che si presenta dal colore trasparente che, tuttavia può essere superato dipingendo la superficie asciutta con una tempera idrosolubile che verrà asportata prima del bagno acido.

Sono state provate successivamente diverse vernici acriliche per legno e ferro non specifiche per l'incisione. Negli ultimi anni l’industria produce queste vernici all'acqua in maniera sempre più sofisticata, e ci sono delle finiture polimeriche consigliate per legno e ferro che resistono benissimo ai bagni acidi. Il problema semmai è un altro, cioè come togliere queste vernici dalla lastra quando, una volta completato il ciclo di morsura vogliamo pulirla per passare alla fase di stampa. Ci sono molte vernici dette a base acqua perché possono essere diluite con acqua finché sono liquide, ma, una volta asciutte, hanno bisogno di solventi molto forti per essere rimosse dalla matrice. I rivenditori di finiture per interni ed esterni possono essere in questo caso un valido aiuto sui nuovi ritrovati acrilico-polimerici. Ultimamente ho trovato diverse vernici all'acqua per legno, plastica e ferro, che presentano alcune delle caratteristiche richieste, acido-resistente e reversibili in un bagno alcalino (come alcuni prodotti della Baldini Vernici) anche se non perfette dal punto di vista dell'intaglio e quindi consigliabili più per le coperture. 

I migliori risultati per il lavoro calcografico li abbiamo finora ottenuti lavorando con le vernici della ditta Lascaux.
La vernice che abbiamo maggiormente sperimentato finora è la Lascaux Hard Resist : vernice per acquaforte con una composizione basata su copolimeri acrilici con la quale i segni creati con le punte da incisione è comparabile ai segni prodotti usando una tradizionale cera o vernice antiacido. 
La vernice si presenta densa ed incolore, può essere usata così come si trova oppure può essere colorata per facilitare la visione del lavoro, sia aggiungendo un colorante all'interno (ma questo non è consigliato perchè la indebolisce un pò) sia dipingendone la superficie.Si può dipingere la superficie asciutta della vernice con una tempera scura solubile all'acqua che andrà sciacquata via prima del bagno nel mordente.






La vernice ancora fresca  è solubile in acqua e si può pulire dai pennelli e dai contenitori con semplice acqua o con acqua tiepida e sapone. 
Quando la vernice è asciutta e si è terminato il lavoro di morsura, si può rimuovere dalla lastra immergendola in un bagno alcalino (carbonato di sodio e acqua). Questa operazione può tuttavia risultare lunga e faticosa, ed è sconsigliata specie se si sta usando l'alluminio. Un metodo efficace per rimuovere la vernice è immergere la lastra per almeno 10/15 minuti nel Lascaux Remover. 





Immagini delle matrici incise con la vernice Lascaux dagli allievi dell'Accademia di belle Arti di Roma, durante il workshop del maggio 2013.

Bibliografia
Robert ADAM & Carol ROBERTSON, Intaglio, the complete safethy-first system for creative Printmaking, Thames and Hudson, London, 2007.
Francesca GENNA, Incisione sostenibile, nuovi materiali e metodi nell'area non-toxic, Navarra editore, Trapani,  2009.
Keith HOWARD, The Contemporary Printmaking, Intaglio-Type & acrylic Resist Etching. Write-Cross  Press,  New York, 2003.


martedì 4 giugno 2013

2013 - Workshop: Roma, Accademia di Belle Arti.



ACCADEMIA DI BELLE ARTI ROMA
Scuola di Grafica d’Arte
INCISIONE NON-TOXIC
13/14/15 maggio 2013
Workshop di  Francesca Genna: 
Introduzione all’ Incisione Sostenibile  (ragioni, sostituzioni e nuove introduzioni)
a cura di Tania Campisi


Obiettivi: 1. Conoscere le possibili alternative ai procedimenti tecnici tradizionali, dalle morsure con soluzioni saline anziché con acidi fino all’ introduzioni dei materiali polimeri e fotopolimeri. 2. Avere conoscenza dei vari “Sistemi” (Metal Salt Etching, Acrilic Resist Etching (ARE) messi a punto da ricercatori-incisori in ambito internazionale per una metodologia dell’ incisione e stampa volta alla sostenibilità. 3. Creare uno spazio di riflessione e discussione sui risultati ottenibili con questi nuovi sistemi in comparazione con quelli ottenuti in precedenza nell’ambito del linguaggio contemporaneo della Grafica d’Arte. 4. Comprovare i metodi  applicabili in un laboratorio scolastico italiano.





uso di vernici acriliche acido resistenti.

morsure in soluzioni saline a base di solfato di rame.






rimozione della vernice acrilica.









stampa con inchiostri calcografici lavabili ad acqua.