Sistema ElettroliticoFrancesca Genna
Il sistema elettrolitico per fare acqueforti è stato sviluppato ed ampiamente esposto dall'incisore francese Cedric Green. Indicazioni più precise sulla nomenclatura, sulle procedure e sui diversi sviluppi di questa tecnica si possono trovare nel suo libro Green Prints, che tra l'altro è scaricabile gratuitamente dal suo sito web Green Prints.
Nell'ottobre 2010, Cedric Green, con cui avevo già da tempo avviato
una corrispondenza per e-mail, ha accettato l'invito a
trascorrere un periodo di tempo in Sicilia. Insieme a sua moglie Margaret sono stati miei ospiti graditissimi nella mia casa di Marsala e, nel mio laboratorio, mi ha mostrato le linee guida per le procedure dell'incisione elettrolitica.
È stato uno dei momenti più belli e fecondi della mia ricerca sui nuovi metodi per l'incisione, non solo un momento di accrescimento e sperimentazione ma anche e soprattutto un incontro con una persona dotata di spirito acuto, piacere dell' osservazione e senso dell'avventura.
Questo breve articolo vuole essere anche un piccolo tributo a Cedric Green perché mi è stato di conforto conoscere un incisore le cui doti intellettuali sono unite ad un senso di servizio capace di mettere il proprio sapere a disposizione degli altri.
La terminologia usata è quella messa a punto dallo stesso Cedric Green ed i contenuti sono tratti dagli appunti redatti durante questo incontro.
GALV ETCH.Procedimento di incisione all' acquaforte ottenuta con il metodo elettrolitico.
Materiali necessari per costruire una attrezzatura minima:
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filo di rame grosso
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vaschetta di plastica
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diluizione di solfato di rame. (Green raccomanda
una soluzione satura cioè 250gr. di solfato di rame in 1 litro d’acqua
demineralizzata, diluita poi in 3 litri d’acqua).
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un trasformatore di
elettricità in grado di condurre 1,5 volt dotato di presa per la corrente e di due terminali, catodo ed anodo.
La griglia è stata costruita in modo
che: la distanza nella vasca della griglia dalla lastra da incidere sia la
stessa che c’è tra un filo e l’latro della griglia.
Attaccando
i due catodi positivo e negativo, rispettivamente il primo sul terminale della
matrice da incidere, ed il secondo sulla griglia, e collegato il trasformatore alla
presa di corrente elettrica, si creeranno dei solchi in prossimità delle linee
scoperte sul metallo, producendo un’acquaforte pulita e senza produzione di
residuo.
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Esempio di attrezzatura minima necessaria per l'incisione elettrolitica: sx. la vaschetta di plastica contenente una griglia costituita da fili di rame e la soluzione di
solfato di rame; dx. trasformatore di elettricità in grado di condurre
1,5 volt dotato di presa per la corrente ed i due terminali, catodo ed anodo.
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Cedric Green prepara la griglia costituita dai fili di rame. |
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Nella vaschetta dotata di griglia viene versata la soluzione satura di solfato di rame. |
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I due catodi positivo e negativo vengono posizionati rispettivamente il primo sul terminale della matrice da incidere, ed il secondo sulla griglia. |
Procedimenti tonali.
Oltre ad incidere segni precisi con questo procedimento si possono anche ottenere dei valori tonali. Si otterranno dei grigi di diversa intensità lasciando delle zone
aperte sulla matrice, senza necessità di granire la superficie.
Il modo per ottenere questi grigi è di lasciare il metallo scoperto per un tempo abbastanza lungo. Nel nostro esempio abbiamo eseguito delle morsure successive (1°= 40 min.2°= 24 min; 3°= 20 min.). La lastra va ogni volta sciacquata bene e
pulita dai piccoli depositi che vi si formano.
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Cedric Green disegna su una lastra incerata. |
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lastra di rame su cui sono state lasciate delle zone scoperte. |
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la lastra finita ed inchiostrata. si notino gli accumuli di metallo. |
GALV-ON
Procedimento a secco o metodo semi-secco.
Un ulteriore metodo per creare una matrice, detto "a secco" perché non si immette la lastra nella vaschetta con il bagno salino, si avvale delle proprietà di conduzione di una pila. Si crea cioè una stratificazione, come un sandwich, costituita da una lastra di zinco (che è la nostra matrice e sarà dipinta con una vernice acido-resistente), un feltro di lana pesante imbevuto di soluzione di solfato di rame ed una lastra di rame connessa alla prima con i terminali in rame, catodo ed anodo, posti strettamente in contatto. La novità di questo metodo è che non c'è un bagno salino ma solo il feltro imbevuto (ecco perché detto anche metodo "semi-secco") e non c'è l'aggiunta di elettricità dall'esterno. Come si può notare si ottiene così la prima pila costruita da Alessandro Volta. Se si lascia agire sotto peso per diverse tempo, si otterrà una matrice molto materica.
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la matrice in zinco dipinta con vernice acido-resistente |
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alla matrice vene posto un terminale in rame. |
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un pezzo di feltro un pò più grande della matrice viene intriso di bordeaux etch. |
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viene infine sovrapposta una matrice in rame provvista di terminale che viene posto in contatto col primo per mezzo di una pinza robusta. |
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dopo quattro ore viene sollevato il feltro. |
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la matrice in zinco finita. Questa matrice è stata eseguita dal maestro Vito Galfano durante gli incontri con Cedric Green a Marsala, ottobre 2010. |
Conclusione.
Concludendo possiamo affermare che il Sistema Elettrolitico per l'incisione non solo ci offre possibilità linguistiche diverse rispetto a quelle che già conosciamo, ma è anche uno dei metodi più sicuri in quanto la soluzione solfato di rame usata nel bagno non produce gas di alcun tipo nè residui solidi e si può usare praticamente all'infinito.Bibliografia:
Cedric Green, Green Prints, Ecotec design, Sheffield, 1998/2004.
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